La città del diario Stampa E-mail

Nel lembo di Toscana che confina con Umbria, Marche ed Emilia Romagna, in una valle circondata da monti, protetta dall'Appennino, sorge la piccola cittadina di Pieve Santo Stefano, famosa per essere diventata dal 1984 la "Città del diario". 
Il piccolo centro abitato si apre in un territorio piuttosto vasto della Valtiberina Toscana. Il paese antico è stato completamente distrutto nell'agosto 1944 dalle mine dell'esercito tedesco che, prima della ritirata, aveva tracciato sopra Pieve, verso Nord, un tratto della Linea Gotica. La ricostruzione concitata del dopoguerra ha cancellato la personalità architettonica dell'antico borgo.

Si conservano tuttavia alcune preziose testimonianze del passato che, insieme ad altre caratteristiche che il paese offre in modo esclusivo, valgono la permanenza nella terra di Pieve. La qualità del vasto paesaggio verde e incontaminato in una Toscana ancora poco conosciuta dal flusso del turismo, meta perfetta per lunghe permanenze tranquille a contatto con la natura. Poi il suo Archivio dei diari - che presto diventerà un vero e proprio Museo -, che attira curiosi e visitatori provenienti da tutto il mondo. All'interno delle stanze del Cinquecentesco Palazzo Pretorio, una terracotta di Girolamo Della Robbia La Samaritana al Pozzo (1510), accoglie il visitatore, prima dell'ingresso alla scoperta dei tesori manoscritti conservati presso l'Archivio diaristico.

Fra taccuini delle trincee di guerra, lettere d'amore dei secoli passati, diari di giovani chiusi a chiave con il lucchetto, racconti di migranti, segreti affidati a pagine di quaderni, spicca il Lenzuolo a due piazze che la contadina Clelia Marchi ha riempito di fitte righe con la storia della sua vita, composte con pazienza, con un pennarello, quando è morto il suo amato Anteo: le lenzuola non le potevo più consumare col marito, e allora ho pensato di adoperarle per scrivere.
Questo luogo unico, ideato dal giornalista e scrittore Saverio Tutino, offre ospitalità a più di 6500 persone che hanno lasciato traccia delle loro vite. Il paese di Pieve è popolato da 3300 anime. È proprio grazie all'Archivio, dunque, che Pieve, dopo aver vista cancellata la memoria del proprio passato, è diventata la capitale della memoria. Come una sorta di risarcimento per il danno subito.

Fuori dalle stanze del Palazzo Pretorio, nella piazza adiacente, si trova la Collegiata di Santo Stefano (costruita nel 1844) che ospita, fra le altre opere, una terracotta della bottega di Andrea Della Robbia raffigurante l'Assunzione della Madonna tra Santi (1514). All'ingresso sud del paese è la Chiesa della Madonna dei Lumi (1590), tempio in stile tardo rinascimentale, fatto costruire in onore della Vergine che aveva concesso ai cittadini di Pieve molte azioni miracolose. Tutt'oggi la Celebrazione della Madonna dei Lumi, l'8 settembre di ogni anno, è la festa più importante di Pieve e il culto religioso, caratterizzato dalla processione dei Lumi, si è arricchito di Giochi di Luce che i rioni di Pieve organizzano con assoluta originalità attirando visitatori da tutta la provincia.

Pieve è il primo paese traversato dal fiume Tevere che in passato ha avuto un ruolo determinante nello sviluppo economico del borgo (si veda la storia di Pieve). Il percorso lungo il fiume è un itinerario interessante e una piacevole scoperta. A sud il Tevere alimenta un bacino artificiale, il Lago di Montedoglio. 
L'ospitalità dei suoi abitanti, il cibo genuino e caratteristico, la bellezza naturale del paesaggio incontaminato, la possibilità di vedere branchi di animali al pascolo, di visitare aziende agricole, di conoscere prodotti della tradizione contadina, di percorrere gli antichi mestieri come il lavoro artigianale del tombolo, permettono di trascorrere a Pieve una vacanza tranquilla e originale, divisa fra escursioni, passeggiate, lunghe soste nella pace della natura, e visite a luoghi turistici e culturali che il territorio di Pieve e quello limitrofo offrono in gran quantità.

La Valle Tiberina è infatti patria di Piero della Francesca (Sansepolcro, a 16 km da Pieve), di Alberto Burri (Città di Castello, a 30 km da Pieve), di Michelangelo Buonarroti (Caprese Michelangelo a 10 km da Pieve) ma anche meta di San Francesco che ha soggiornato in questi luoghi (Eremo di Cerbaiolo) sostando poi lungamente a La Verna, il cui santuario è situato a pochi minuti di auto da Pieve. Sono solo alcuni degli esempi che permettono di arricchire l'offerta turistica del soggiorno a Pieve. Sempre nel centro storico è possibile, su appuntamento, visitare l'interessante Centro della Civiltà Contadina, che riproduce la vita quotidiana e il lavoro del mondo contadino.

Pieve è molto ricca di associazioni culturali e sportive che, durante tutto l'anno organizzano numerose iniziative. È consigliabile informarsi presso il Comune o la Proloco per conoscere le date dei singoli eventi. Appena fuori dal centro, in una passeggiata lungo il Tevere, si raggiunge il Tempietto del Colledestro, a forma ottagonale, il monumento più antico di Pieve Santo Stefano, di origine pagana, dalla datazione ignota. All'interno del Tempietto, nel 1636, durante i lavori di restauro, fu rinvenuta una lapide di epoca romana in cui era scritto che l'edificio veniva dedicato al dio Tevere e alle Ninfe Tiberine da un certo Publio Sulpicio e da sua moglie Cellina. 
Prima di lasciare la Città del diario si può dedicare una visita alle sue frazioni, luoghi ricchi di storia e di suggestioni, immersi in paesaggio verde, protetti dal silenzio.

Loretta Veri, giugno 2007

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