premi speciali 2015
 
 
 
 
 
premi speciali 2015 Stampa E-mail
Premio speciale "Giuseppe Bartolomei"
attribuito dalla Commissione di lettura, ex aequo

Alessandro Bufacchi - Agnese Catena
nato a Borgo Velino (Rieti) nel 1880, morto nel 1937
nata a Amatrice (Rieti) nel 1886, morta nel 1984

“Mia adoratissima Agnese”
epistolario 1904-1918

È l’intensa storia d’amore tra Agnese e Alessandro. Dopo anni di fidanzamento se- gnati dal rispetto e dal desiderio di congiungersi in matrimonio, la gestione comu- ne di un’attività commerciale unisce ancora di più due ragazzi nati e cresciuti nella provincia di Rieti, sul finire dell’Ottocento. Lo scoppio della Prima guerra mondiale costringe Alessandro a partire per il fronte, mentre Agnese deve gestire da sola il ne- gozio e accudire la famiglia, resa più numerosa dalla nascita di due figli. Le lettere si trasformano nell’unico strumento per alimentare il rapporto. Tra i consigli su come superare la crisi economica, la preoccupazione per la salute dei propri cari e il co- stante pensiero alla casa come spazio fisico e focolare domestico, Alessandro non smette mai di coltivare la prospettiva del ritorno. Una speranza resa dolce dall’intima certezza di ritrovare affetti ancor più forti, irrobustiti dalle prove superate, dal dolore per la lontananza e dalle privazioni che si sopportano tanto al fronte, quanto al fronte interno. Ogni sentimento passa attraverso la scrittura, attraverso il solo mezzo che consente ad Agnese e Alessandro di continuare a dirigersi verso un obiettivo comune: speriamo di essere uniti tra poco e per sempre.

Gino Mancini
nato a Vinci (Firenze) nel 1914, morto nel 1943

“Inviandovi questi pochi righi”
epistolario 1940-1943

“Inviandovi questi pochi righi...”. Con questa formula, e con altre simili, si aprono al- cune decine di lettere spedite dal caporal maggiore Gino Mancini alla moglie, e alla famiglia, durante la Seconda guerra mondiale. Fino al luglio del 1942 Gino, nato a Vinci in provincia di Firenze, scrive principalmente da Cormons, in Friuli, dove è di stanza in caserma in attesa di una chiamata per il fronte. Fanno tenerezza alcune riflessioni che in questo periodo condivide con i propri cari, che hanno al centro la chiamata alle armi, posta sul piatto della bilancia con il bene più prezioso della vita, la salute. Giovedì vado a lospedale a Udine e li mi faranno tutte lesami [...] se sono sano mi tocca andare in guerra [...] se mi mandano a casa è segno che è una cosa che c’è poco da fare sicche io alla fine dei conti preferirei avere la salute e andare in Russia e stare alla sorte se ò la fortuna di ritornare almeno sarò capace di lavorare e di tirare avanti la famiglia. Mancini le passa le visite mediche. E parte per la Russia. Ci anno mandato quà, anche noi quando c’è il bisogno di soddisfare al nostro compito assegna- to bisogna combattere. Combattere e morire, perché Gino non tornerà mai a casa. Dal 12 gennaio 1943 risulta disperso sul fronte russo.

 

Premio per il miglior manoscritto originale
attribuito dall’Archivio diaristico

Antonio Alessio
nato a Franano (Modena)
nel 1913 morto nel 1982
"Sto per partire dell'India"
epistolario 1938-1946

striscia-MigliorOriginale
Un fiume di lettere, che scorre lento e incessante, dal maggio del 1938 all’ottobre del 1946. A scriverle è Antonio, un giovane nato in provincia di Modena nel 1913 e laureato in legge, che vive da soldato alcuni dei passaggi più drammatici della Seconda guerra mondiale. Dapprima inviato per l’addestramento in Trentino e poi in guerra in Libia per combattere contro gli inglesi, viene dichiarato disperso dopo la battaglia di Ain el Gazala. Ma Antonio non è disperso, né morto. È caduto prigioniero delle truppe di sua maestà britannica. Condotto in vari campi di detenzione, trascorre molti mesi in Egitto e poi in India, dove rimarrà fino all’ottobre del 1946. Da qui intensifica il rapporto epistolare con la famiglia, Antonio scrive soprattutto ai genitori e soprattutto per scambiarsi informazioni sulle reciproche condizioni di salute, in attesa di poter scrivere la frase più attesa. Carissimi, ecco che finalmente posso darvi la notizia che tanto desideriamo da anni: sto per partire dall’India per far ritorno a casa.

Il programma della 31^ edizione:  

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