Il segreto dell'isola nuda
Il segreto dell'isola nuda Stampa

sabato 19 settembre ore 11.30 
Logge del Grano

autografie


Il segreto dell’Isola nuda

di Claudia Sonia Colussi Corte
Autografie, Forum, 2015

incontro con
Mario Boccia e Luisa Chiodi 
coordina Patrizia Di Luca
letture di Paola Roscioli





La memoria è un balsamo. Cura le ferite, restituisce giustizia a protagonisti senza nome, tiene in vita le persone care e le piccole gesta che hanno compiuto nella storia. La memoria di Claudia - che il padre per affetto e dedizione verso la Russia ha voluto chiamare anche Sonia - è la storia di un sogno infranto: quello del padre, affascinato dal comunismo sovietico, alla ricerca di una terra ideale che accogliesse lui e la famiglia. Nel 1946, Claudia e i genitori lasciano l’Italia per Lussinpiccolo, paese d’origine del padre, dove l’uomo crede di poter concretizzare le sue speranze di uguaglianza. La Russia è troppo lontana “Allora perché non andare a vivere al paese natio, Lussinpiccolo, che è il più bel paese del mondo? [...]. La Jugoslavia non era lontana. [...] Così la grande, incomparabile madre Russia, protettrice di tutti i paesi socialisti, gli sarebbe stata più vicino”. Ma quando la Jugoslavia si rende indipendente politicamente ed economicamente dall’Unione Sovietica per il padre di Claudia, impegnato nelle attività di partito, la rinuncia alla lotta “per un futuro migliore del proletariato” è inaccettabile. È così che il Tribunale Supremo di Spalato lo arresta e lo condanna a quattro anni di reclusione e a un anno di libertà condizionata per attività sovversiva: prigioniero politico, è deportato a Goli Otok, l’Isola nuda. Una bambina e la sua infanzia spezzata: sfrattate, senza reddito e spaventate da possibili rappresaglie, Claudia e la madre tornano in Italia nell’attesa di notizie, che giungono a sorpresa, circa un anno dopo. Il rientro in Jugoslavia coincide per Claudia con il ricordo indelebile di Goli Otok, l’isola che “divenne la tomba per tanti innocenti, e per tantissimi fu il luogo dove le mostruosità commesse dagli uomini agli uomini arrivarono al loro apice”. Nel gennaio 1954, dopo molte ore di viaggio, una giovane madre affranta e la piccola Claudia di soli dieci anni, incontrano per quindici minuti un uomo irriconoscibile. Poi, grazie a un’amnistia, il padre torna a casa, con le guance scarne, la testa rasata e un macigno nel cuore. Fino a che non decide di raccontare la sua storia. Così ogni sera, chiudendo bene porte e finestre le due donne si fanno carico del “segreto” che l’uomo ha deciso di condividere: le atrocità che abbiamo subito tutti noi, innocenti o no, a Goli Otok, sono talmente grandi che un giorno dovrò farle sapere al mondo.

_______________________________________________________________
Progetto sostenuto con i fondi Otto per Mille della Chiesa Valdese, del Cesvot e dell'Associazione di volontariato Promemoria. 

Il programma della 31^ edizione:  

copertinaPRE-mio Pieve 2015/1PRE-mio Pieve 2015/2ComMemoriAmo 70-100interpreti della memoriaesposizioniprogettivenerdì 18 settembresabato 19 settembredomenica 20 settembrepremio tutino giornalistapremio città del diariofinalistipremi specialinovità editorialidownloadsostenitoricrediticontatti
logoPREMIOPIEVE2015